Trash Mainstream


Il trash consapevole è una tendenza che va moltissimo in questi ultimi anni, dalle sottoculture che proliferano nel web fino alle declinazioni più pop e mainstream. Domandarsi se tutto ciò sia o meno un prodotto artistico è come trastullarsi sul sesso degli angeli, c’è chi lo odia e chi lo supporta e dare un giudizio non è certo la finalità di questo articolo.

La forma di comunicazione che più di ogni altra ha dato libero sfogo a questa (ex) sottocultura è stata Internet, in particolar modo la piattaforma di microblogging Tumblr, dove è possibile postare immagini in un unico e continuo flusso di contenuti multimediali. Anche se ha diverse declinazioni, la tendenza generale è quella di accostare immagini e colori – spesso fluo – spudoratamente in contrastro tra loro, con un gusto per tutto ciò che è a bassa definizione, cheap, sbarluccicoso e “multimedialmente” anni ’90 (ricordate gli screen saver e le grafiche di windows 98?).

Antesignana di questa tendenza è stata la cantante M.I.A., dalle artwork dei dischi ai videoclip ha dato vita a un’estetica fatta di immagini pixelate, collage psichedelici e riferimenti agli elementi decorativi più kitsch del mondo arabo e orientale. Per farsi un’idea di tutto ciò date un’occhiata al video di XXXO, singolo del 2010 che rappresenta al 100% l’identità visiva che si è creata in quel periodo.

Altra corrente nata da questo movimento è il seapunk, che ha letteralmente spopolato sul sopracitato Tumbrl per tutto il 2011. In questo caso i codici estetici fanno riferimento al mondo marino – il delfino è il simbolo più ricorrente – con un tocco punk che privilegia le tinte iridescenti, la madreperla e i toni del blu, rosa e verde. Le gif create con queste fantasie hanno fatto il giro del web e sono state il media preferito dei creativi amanti del genere.

La cosa figa dell’era digitale è che ora difficilmente un movimento interessante rimane di nicchia, di solito subisce un incremento di popolarità che finisce con lo sfociare velocemente nel mainstream, questo da un lato rende il mondo del pop meno banale, ma dall’altro comporta la morte di questo “sottobosco” che si esaurisce in breve tempo ed è sempre alla ricerca di un nuovo mood. Un esempio che calza a pennello è il fatto che proprio il seapunk è stato recentemente sdoganato da artiste conosciute al grande pubblico come Rihanna e Azealia Banks, la prima con una performance live seguitissima al Super Night Live e la seconda con il video dell’ultimo singolo Atlantis.


Ora che il #SEAPUNK e compagnia bella sono stati più che sdoganati, non ci resta che tenere d’occhio il “substrato” underground della rete (e magari l’imminente album di M.I.A. Matangi) per capire se nel 2013 il trash andrà ancora di moda.

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