“THE BIRDS ARE COMING…”


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“Blondes make the best victims.They’re like virgin snow that shows up the bloodly footprints”

Il 4 Aprile arriverà nelle sale italiane Hitchcock, il biopic dedicato al maestro del brivido che racconta la sofferta lavorazione del suo film più celebre, Psycho. Pochi mesi fa è andato in onda The Girl, film per la tv prodotto dalla BCC che svela l’ossessione del regista per l’attrice Tippi Hedren nel set de Gli Uccelli e Marnie. Pare che le manie e i crucci del vecchio Hitch, a ormai trentadue anni dalla sua scomparsa e trentasei dal suo ultimo film, siano tornati a inchiodare gli spettatori alle poltrone.

Le due pellicole indagano il periodo più sofferto della produzione del regista, segnato dalla creazione di tre dei suoi più grandi capolavori e da turbolenti episodi, sia nella vita privata che nel set dei suoi film, mai svelati fino a oggi.

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Anthony Hopkins e Helen Mirren interpretano Hitchcock e la moglie Alma nel biopic in uscita a Febbraio

Alla fine degli anni cinquanta Hitchock ha raggiunto l’apice del successo, a sessant’anni può vantare una cinquantina di film, l’ultimo dei quali, Intrigo Internazionale, ha finalmente ricevuto gli onori della critica consacrandolo a icona indiscussa del cinema. Eppure il regista inglese non ha nessuna intenzione di ritirarsi ed è alla febbrile ricerca di un nuovo progetto, qualcosa di ardito e originale, ben lontano dalle proposte della Paramount volte a ripercorrere il sentiero del suo ultimo lungometraggio (vogliono fargli dirigere un adattamento di 007).

È proprio in questo periodo d’incertezza e crisi creativa che gli capita tra le mani Psycho, breve romanzo di Robert Bloch che racconta la storia di Norman Bates, personaggio ispirato dalle folli gesta del serial killer Ed Gein. Hitchock si convince che è questo il progetto su cui deve puntare e assieme alla fedele moglie Alma, complice della buona riuscita di tutti i suoi film, inizia una sfida contro se stesso impiegando tutte le sue risorse—arrivando al punto di ipotecare la casa—per realizzare la pellicola. Il film incontrerà innumerevoli problemi, primo su tutti la censura che vorrà bloccarne la distribuzione, ma alla fine riuscirà ad approdare alle sale diventando prima un caso mediatico e poi una pietra miliare del cinema.

Durante la lavorazione del film Hitchcock era tutt’altro che sereno, tormentato da incubi ricorrenti con protagonista Ed Gein e assillato dalla figura di Norman, riversava nella pellicola le sue fissazioni con una volontà di precisione maniacale—ben nota in questo senso l’infinita serie di riprese per la scena della doccia, sette giorni di lavorazione per trenta secondi di film.

“Io sono solo un uomo con un cinepresa nascosto in un angolo, che guarda”

Vinta la sfida e incassato il successo, Hitch si mette ancora una volta in gioco e annuncia di voler dirigere un film ancora più ambizioso, Gli Uccelli, incentrato sulla rivolta dei volatili contro l’uomo. Sir Alfred sapeva bene quali caratteri doveva possedere la protagonista del film, il modello di donna della quale era morbosamente ossessionato: bionda, algida, tagliente e dal fascino ambiguo, lo erano state Kim Novak, Eva Marie Saint, e sopratutto Grace Kelly, che non era più disponibile dopo essere diventata principessa di Monaco, lasciando un vuoto apparentemente incolmabile nell’immaginario estetico del regista.

La folgorazione, come per Psycho, arrivò per caso: la giovane protagonista di uno spot televisivo catalizzò la sua attenzione, e volle immediatamente incontrarla.Tippi Hedren era una modella senza alcuna esperienza cinematografica alle spalle, e sarebbe stata di colpo catapultata nello star system hollywoodiano interpretando un ruolo che qualsiasi attrice navigata avrebbe ucciso per avere.

Fin dal primo incontro fu chiaro che per Hitchcock sarebbe stata molto più che la protagonista del suo prossimo film, le fece avere il ruolo regalandole simbolicamente una spilla di diamanti a forma di volatili e la mise subito sotto contratto. Tippi pianse di commozione, non sapendo ancora che la consacrazione a musa del maestro avrebbe comportato pene e sacrifici difficili da sopportare.

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Tippi Hedren oggi, al vestito tiene appuntata la spilla regalatale da Hitchock

La Hedren non ha mai fatto mistero di alcune difficoltà incontrate durante le riprese de Gli Uccelli, dell’esaurimento nervoso che la costrinse a una breve pausa e dello stress causato dal recitare ore e ore a fianco di veri pennuti ben poco ammaestrati, ma fino ad oggi, alla veneranda età di ottantatrè anni, non aveva mai rivelato tutti i retroscena del burrascoso rapporto tra lei e Hitchcock sul set, e fuori dal set.

A detta di Tippi, fin da subito il registra la corteggiò spietatamente, cercò di molestarla sui sedili dell’auto che li conduceva da un set all’altro e la pregò più volte di concedersi a lui. Ogni categorico rifiuto da parte dell’attrice si trasformava in punizione da scontare davanti alla macchina da presa, in una sorta di gioco sadico che comportava di volta in volta l’aumento della posta in gioco.

L’erotismo inappagato di Hitchcock trovava il suo sfogo nell’infliggere dolore e pena all’oggetto del suo desiderio: nella scena in cui Tippi è bloccata nella cabina telefonica presa d’assalto dagli uccelli, il vetro viene sfondato veramente procurandole ferite al volto, la sequenza in cui l’attrice è attaccata nella soffitta viene girata con uccelli veri e la Hedren ne è messa al corrente solamente la mattina stessa, la scena viene girata e rigirata infinite volte finché la donna sviene. Inutile il tentativo di rivolgersi ad Alma, conscia di tutto ma muta spettatrice in disparte.

La scena girata con veri uccelli che provocò a Tippi Hedren un esaurimento nervoso

Il sodalizio tra l’attrice e il registra finisce bruscamente con il successivo film Marnie, in cui Tippi interpreta una cleptomane frigida e psicologicamente instabile che subisce perfino uno stupro da Sean Connery.

Il controllo che il regista esercitava sull’attrice era diventato insostenibile e la dipartita di Tippi, a riprese concluse, inasprì ulteriormente il rapporto tra i due, Hitchcock minacciò di rovinarle la carriera e così fece: dopo i due film del maestro la Hedren era richiesta dai più importanti registi e produttori, ma questi dovevano rivolgersi a Hitchcock per averla, il quale l’aveva sotto contratto per altri due anni e a tutti rispondeva pacatamente “la ragazza è impegnata”.

L’ossessione di Hitchcock per Tippi Hedren e la fine del loro rapporto professionale segnò l’inizio della parabola discendente del regista, nessuna musa venne dopo e Marnie fu il suo ultimo grande film.

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La celebre scena della borsa che apre Marnie, ultimo ciak girato da Hitchock con Tippi Hedren

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